Competenze genitoriali

La capacità genitoriale appare come un costrutto abbastanza complesso, riconducibile alle qualità della personalità del genitore e alle abilità relazionali e sociali.

Breve Storia

Fino al 1918 il termine fu impiegato per designare il capo dell’amministrazione comunale. Un tempo tale potestà era attribuita al solo padre, da qui la denominazione di patria potestà. In Italia la potestà genitoriale aveva sostituito la patria potestà nel 1975, legge 151/1975, ciò parificò diritti e doveri verso i figli da parte del padre e della madre. A seguito delle indicazioni europee la giurisprudenza italiana ha iniziato a parlare di Responsabilità genitoriale in sostituzione della potestà (art.261, 147 e 148 c.c.) (L. 10 dicembre 2012, n. 219 seguita dal D. Lgs. 154/2013), viene così capovolta una visione che viene a mettere i figli al centro della famiglia: non più figli “assoggettati ad un dovere-potere”, ma assunzione di un obbligo da parte della madre e del padre (Cass. 9 maggio 2013, n. 11020). L’art. 317 c.c., come modificato, specifica che la responsabilità genitoriale di entrambi non cessa a seguito di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio, evidenziando l’assunto secondo il quale i problemi che possono sussistere tra i genitori non devono incidere sul rapporto che ciascuno di essi ha nei confronti dei figli. L’esercizio della responsabilità genitoriale è regolato, in tali casi dagli artt. 337 bis e ss. del codice civile. Anche nell’ambito della crisi familiare indipendentemente dal tipo di affidamento, esclusivo o condiviso, la responsabilità genitoriale deve dunque essere esercitata da entrambi.

“Ai sensi dell’articolo 337 ter c.c. le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all’istruzione, all’educazione e alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore sono assunte dai genitori di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo è previsto l’intervento del giudice e, limitatamente alle decisioni di ordinaria amministrazione, il giudice può stabilire che i genitori esercitino la responsabilità genitoriale separatamente. Qualora il genitore non si attenga alle condizioni dettate, il giudice valuterà detto comportamento anche al fine della modifica delle modalità di affidamento (art. 337 ter, comma 3, c.c). Il genitore che non esercita la responsabilità genitoriale vigila sull’istruzione, sull’educazione e sulle condizioni di vita del figlio (art. 316 ult. comma c.c.). In relazione alla responsabilità genitoriale sorgono varie problematiche concernenti innanzitutto la tematica delle decisioni riguardanti il figlio. Spesso vi è contrasto tra madre e padre in merito a scelte importanti nella vita del minore in relazione alle quali si può ricorrere all’autorità giudiziaria. Ma avviene anche che i genitori, anche d’accordo tra loro, assumono decisioni ritenute in contrasto con l’interesse del minore. Rilevante inoltre è individuare in quali casi i comportamenti dei genitori possono portare alla decadenza dalla responsabilità genitoriale” Sabina Anna Rita Galluzzo,il Sole 24ore 15.03.2018 .

Definizioni

Definiamo idoneità genitoriale il possesso delle competenze genitoriali.

L’idoneità genitoriale può essere ricondotta all’articolo  337 ter  C.C.: il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. Pertanto la mancanza di responsabilità genitoriale, potrebbe non essere definita attraverso una diagnosi, ma come un comportamento illegittimo; ma l’idoneità genitoriale è riconducibile anche alla Legge n. 183/84 (affido e adozione) in cui sono previsti, la valutazione della personalità, l’idoneità affettiva e la capacita’ di educare e istruire il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l’ambiente familiare.

Competenze genitoriali

Le competenze che sono di maggiore interesse riguardano quelle di area educativa e affettivo-relazionale, i genitori in alcuni casi devono dimostrare di avere le capacità di crescere un bambino in maniera sufficientemente adeguate  in un ambiente sufficientemente adeguato.

Un contributo importante relativo le competenze genitoriali è arrivato dalla Meta-analisi di Visentini (2006), l’autore individua 8 funzioni:

  1. Protettiva: —  protezione fisica nella casa dove abita — protezione rispetto ciò che vede (situazioni, TV, social…) — facilitazione dell’interazione con l’ambiente — Interazione adulto bambino — senso di sicurezza percepito.
  2. Affettiva: il riferimento è Stern ed il concetto di sintonizzazione affettiva, il care viver deve rispondere alle necessità emotive non solo a quelle pratiche, riconoscimento e comprensione (J. Bowlby,  R. Spitz, M. Ainsworth, P. Fonagy).
  3. Regolativa: è relativa al contenimento cognitivo ed emotivo che l’adulto mette in atto nei confronti del bambino. — Iperattivata: risposte intrusive, anticipatorie o troppo rigide; — ipoattivata: risposte scarse che ignorano i bisogni del bambino ;— inappropriata: se non c’è sincronia o se c’è incoerenza; — appropriata.
  4. Normativa: si riferisce alle regole comportamentali, che devono essere flessibili da permettere lo sviluppo di un’autonomia appropriata
  5. Predittiva: il genitore deve essere capace di aspettarsi la tappa evolutiva successiva e adeguare al cambiamento richiesto dal nuovo compito evolutivo.
  6. Significante: è relativa all’attribuzione di significato dei bisogni, emozioni e stati d’animo.
  7. Comunicativa: capacità di comunicare col bambino senza ambiguità e con coerenza anche tra comunicazione verbale e non verbale.
  8. Triadica: il ruolo del bambino tra i coniugi, il bambino deve trovare il proprio spazio. Vanno evitate le diadi.

Il pregiudizio sulle capacità genitoriali è relativo ad un deficit che ha un effetto su di esse, determinando una inadeguatezza di queste, una non recuperabilità o una recuperabilità in tempi troppo lunghi.

La valutazione va incentrata sul funzionamento della relazione dell’adulto con il bambino (articolo  337 ter  c.c.)

Un contributo importante relativo al funzionamento della relazione adulto-bambino l’ha fornito G.B. Camerini (2006-2011) che ha evidenziato 4 fattori:

  1. Accesso all’altro genitore
  2. Qualità della relazione di attaccamento
  3. Attenzione ai bisogni reali dei figli
  4. Le esigenze evolutive

Si possono quindi evidenziare i deficit che maggiormente potrebbero inficiare le competenze genitoriali (Giunti OS, la CTU e la CTP):

  1. Esame di realtà fortemente alterato
  2. Deficit cognitivi severi
  3. Deficit empatici severi
  4. Problematiche mestiche e attentive
  5. Grave Disturbi di personalità 

E’ quindi importante valutare il funzionamento della personalità per evidenziare eventuali disturbi, la gravità, livelli di pervasività, le limitazioni conseguenti, le competenze residue, le risorse interne o dell’ambiente, definendo l’eventuale recuperabilità delle competenze ed i tempi.

La valutazione delle competenze genitoriali

E’ una valutazione multidimensionale che deve tener conto:

  1. l’anamnesi dei genitori, la storia della coppia (incontro, attrazione, i bisogni reciproci, la gravidanza, il modo in cui hanno vissuto le tappe evolutive, le difficoltà, la separazione, valutare conflittualità vs attenzione ai figli)
  2. colloqui clinici anche con il minore ( area download, vedere Linee guida ascolto minore)
  3. test e reattivi (area download, Linee Guida per l’utilizzo dei tests psicologici in ambito forense), PPT Parents Preference Test, CUIDA, MMPI, Rorschach, WAIS o WISC
  4. osservazioni comportamentali
  5. eventuali altre fonti (referti, resoconti…)

Potenziamento delle capacità genitoriali

Il lavoro sulle competenze genitoriali è indicato sia nei casi di situazioni di crisi sia nella routine impegnativa che caratterizza la genitorialità.

Il genitore potrebbe richiedere un percorso individuale o di gruppo per il potenziamento delle capacità genitoriali, così come il giudice potrebbe disporre un suggerimento verso tale percorso, accade frequentemente che disponga per una rivedibilità della situazione a 12-18 mesi, con attivazione dei Servizi coinvolti ai fini di un monitoraggio.

Le competenze genitoriali sono patrimonio di tutti coloro che sono impegnati in questo delicato compito, i corsi ad esse dedicati sono propedeutici per tutti i genitori, non solo per quelli in crisi La prevenzione, anche in ambito educativo, resta lo strumento più efficace che abbiamo a disposizione.

 

                                                                 Dott. Giampiero Fiorini

                                                              Psicologo e Psicoterapeuta

                                                  Esperto psicodiagnostica Clinica & Forense

 

Bibliografia

Abazia L. La perizia psicologica in ambito civile e penale, Franco Angeli, 2016

Camerini G. B., Lopez G., Volpini L., Manuale di valutazione delle capacità genitoriali, Maggioli Editore, 2011.

Ainsworth M., Modelli di attaccamento e sviluppo della personalità, raffaello Cortina Editore, 2006

De Leo G., Patrizi P., Psicologia giuridica, Il Mulino, 2002.

Fonagy P., Bateman A., Il trattamento basato sulla mentalizzazione, Cortina Raffaello, 2005.

Gulotta G., Zettin M., Psicologia giuridica e responsabilità, Giuffrè, 1999. 

Holmes J., La teoria dell’attaccamento. John Bowlby e la sua scuola. Cortina Raffaello, 2017.

Oronzo Greco, Roberto Maniglio (2009). Genitorialità. Profili psicologici, aspetti patologici e criteri di valutazione. Franco Angeli Editore. 

Visentini, G. (2006), Definizione e funzioni della genitorialità, in http://www.genitorialità.it.

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